Borghetto d’Arroscia (IM)

Fonte: Wikipedia

Borghetto d’Arroscia (IM) in epoca feudale fu un possedimento dei CLAVESANA i resti del cui CASTELLO si individuano in AQUILA D’ARROSCIA.
Il nome di luogo o toponimo è composto da due termini.
BORGHETTO è il diminuitivo del medievale BORGO derivato dal tardo latino BURGUS che, come scrive la Petracco Sicardi, in ambiente ligure denominava gli insediamenti non fortificati, sorti esternamente al castello o sviluppatisi dopo il crollo del sistema feudale (fenomeno che si riscontra chiaramente in molte zone, per esempio in DOLCEACQUA di Val Nervia ove si contrappose l’area del CASTELLO FEUDALE all’insediamento civile -appunto il BORGONUOVO, di epoca comunale- sviluppatosi sulla riva occidentale del torrente Nervia).
Se ne deduce che nell’area del BORGETTO (poi BORGHETTO D’ARROSCIA) presero a dimorare dapprima i villani, dipendenti dai feudatari e poi, venuta meno l’epoca feudale, gli uomini liberi e dediti perlopiù all’attività agricola e pastorale.
Il nome è documentato per la prima volta in un atto del 1496 in cui si legge la dicitura ECCLESIA SANCTI MARCI DE BURGHETTO.
Il determinativo (che in verità non si usa nella dizione locale che nomina sinteticamente il paese come u burgétu) è un idronimo, cioè un nome di fiume: nel caso quell’ARROSCIA che ha appunto dato il suo nome alla valle che dal NAVA procede verso la PIANA DI ALBENGA.
ARROSCIA compare non raramente in documenti del XII e XIII sec.: vi si leggono le forme AROCIA e AROUCIA.
Si suppone che sia un termine preromano, quindi proprio della CIVILTA’ LIGURE che qui ebbe basi importanti, non escluse quelle dei MONTANI.
Secondo la Petracco Sicardi l’idronimo, subendo varie interferenze, sostiene che il nome del fiume alla fine si fissò nelle forme al neutro plurale appunto di AROCIA o AROUCIA di cui una prima testimonianza comparirebbe in un PONS AROCIORUM menzionato negli antichi statuti di Albenga.

Il paese di BORGHETTO D’ARROSCIA proprio per queste sue origini popolari, non ebbe una significativa architettura civile.
Tra gli elementi più significativi si possono ricordare i resti di una TORRE a pianta quadrangolare, la CHIESA PARROCCHIALE intitolata a S.Marco Evangelista e soprattutto il caratteristico PONTE MEDIEVALE A SCHIENA D’ASINO.

Non si può però trascurare in merito ai PELLEGRINAGGI DEVOZIONALI E VOTIVI almeno su scala locale che a BORGHETTO D’ARROSCIA sorga il SANTUARIO DEI SANTI COSMA E DAMIANO.
Il culto per questi due SANTI risale al CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI specie per quanto concerne la DIOCESI della città di ALBENGA.
Si tratta infatti di due SANTI TAUMATURGHI cioè GUARITORI soprattutto nei riguardi di malattie particolarmente temute nel periodo medievale: le MALATTIE DELLA PELLE E L’ERGOTISMO in particolare, forme patologiche poco frequenti nella più evoluta ROMANITA’ ma divenute usuali e micidiali nell’epoca intermedia come conseguenze alle AVITAMINOSI ed alla lacuna dell’uso scientifico delle ACQUE TERMALI E TERAPEUTICHE.
Per l’assistenza ottenuta da questi due “patroni” gli abitanti di Borghetto d’Arroscia eressero DUE SANTUARI di cui unoa fondovalle, sulla strada dell’Arroscia, ed un secondo sul crinale alla confluenza tra le valli Arroscia e Pennavaira.

da Cultura-Barocca

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