Sanremo (IM) nel Manoscritto Borea dal 1731 al 1748

Sanremo (IM) – Via Palma, arteria principale del centro storico

1730-1731 in 1732

Fran.co M.a Spinola q. Federico, V.° Pietro Gio. Capriata, C.e Fran.co Vinc.zo Solaro. 1732. 10 Maggio: li Consoli anno fato fare la Capella di S. Isidoro dal stucatore Colombo che in tutto vi è compreso calcina, gipo, ferri e materiali, L. 345.
1731. 4 9bre: sovra supplica fatta dagli Agricoltori di questa Città, il Magnifico Consiglio con decreto à permesso a d.i Consoli, e sono stati et elletti Gio. Musso q. Ant.°, Giacomo Aicardo q. Batta, Gio. M.a Farixano q. Luca, e Gio. Batta Scarella q. Ant.° di costruere nella Chiesa di S. Giuseppe la Capella di S. Isidoro.
1730 in Not.° Lorenzo Martini.
Obbligo de S.ri Conte Gio. Roverizio, q. S.r Conte Gio. M.a e fratelli per la capella di S. Felice ne Capuccini stata cessa in parola al Conte Gio. M.a Padre.
1731. 6 Genaro. Venne gran neve che restò per un palmo e più d’altezza nelle strade e gelarono li Frutti e molti Alberi di Lemoni.
1731. 19 7mbre. Decreto della Sacra Congregazione de riti di poter celebrare in S. Siro Messa ne giorni di Festa di precetto un ora circa doppo il mezzo giorno [Le Feste comandate concernenti la chiusura dei servizi pubblici e privati = si può per utilità confrontare questa normativa locale sia con gli strumenti in essere usati nei secoli per la misurazione del tempo e la sanzione dei giorni di festa e lavoro sia pure con quella generale serie di norme sui momenti di lavoro e di riposo ampiamente registrati da L. Ferraris nel ‘600 – ‘700 a livello panitaliano].

1732-1733 in 1734

Carlo Pompeo de Franchi, V.° Gio. Lanzavecchia Negrini, C.e Gio. Agos.no Sifiredi.
1733. 25 Marzo. L’ancona di S. Isidoro è stata fata in Genova dal Sig. Giacomo Boni Bolognese per L. 350 ed oggi è gionta qui, in S. Remo da colocarsi alla Capella delli lavoratori nella Chiesa di S. Giuseppe in la Palma soprana e nelle L. 350 vi è compreso il telaro, tella, e colori.
1734. 25 Feb.°: in Not.° Cancelliere Lorenzo Martini.
Retifica di donazione fatta dal M.co Consiglio a Padri Gesuiti coll’obbligo della presente Iscrizione.
D. O. M.
Divo Stephano Protomartiri templum vetustate collapsum Comunitas S.ti Romuli Aere proprio magnificentius reedificatum dicavit. Societati Jesu Patres ab eadem dono acceptum suis sumptibus in hanc usque aream protensum exornabant
documentum in actis Laurentij de Martinis Notarij sub die Februarij 25 1734
.
1733 11 Feb.° Not.° Stef.° Fabiano.
Testamento del Capitano Stef.° Moreno q. Gerol.° in cui instituisce Capellania, scuola, e dotazioni di Figlie.
1734. Processione col quadro di N.a Sg.a della Costa per la Pioggia: accompagnata nell’atto d’uscire dalla Pioggia quale e continuata tutta la notte [le Processioni avvenivano secondo norme precise che comportavano i vari diritti alle Precedenze tra Clero e Autorità (vedi però il pericolo insito nelle Processioni in occasione di Contagi Epidemici)] .

1734-1735 in 1736

Camillo Doria. V.° Gio. Ant.° Maccario. C.e D.° Gio. Agostino Siffredi.
1734 Agosto. il Sig. Abate Pier Fran.° Borea à fato fare la muraglia soprana della villa, e nel medemo tempo à comprato per L. 300 da Madalena Arnaldo Pesante.
1736 a Aprile sono repasati 6.000 Soldati a cavalo Spagnoli che andavano in Spagna, e sono pasati in più volte, ciò è 600 in 700 per volta, e riposarono in S. Remo due notti, e alli 4 di maggio terminorono il suo pasaggio.
1735. furono poste a suo luogo le due statue di S. Gio Batta, l’arta (per “altra”) di S. Gio Apostolo nella Chiesa di Na Sig.a della Costa, e in d.o anno furono fate le tre statue di S. Giuseppe, di S. Gioachino e S.a Anna che sono all’Altare maggiore, e queste pure sono state fate da Maragliano.
1734. 25 Febraro. Ratifica fatta dal M. Parlamento [Vedi qui tutte le voci ricostruibili, grazie soprattutto al Magistero di Nilo Calvini, in rapporto all’Organizzazione politico amministrativa di Sanremo: dal Podestà al Parlamento sin ai più umili serventi] a R. P. della donazione fatta da Gregorio XV a R. P. della Compagnia di Gesù con obligo di porvi a d.a Chiesa la Seguente Lapide.
D. O. M.
Divo Stephano Protomartiri
Templum vetustate collapsum
Communitas Sancti Romuli
Aere Proprio
Magnificentius reedificatum dicavit
Societatis Jesù Patres ab eadem dono aceptum
Suis Sumptibus in hanc usque aream protensum
Exornabant

1734 6 Gen.°. Decreto del M.co Consiglio, che nessuno possa gettar acque brutte, oliacci, et altre acque immonde per le strade alla penale di L. 4.
1734 in Not.° Pier F.° Martim. Cessione del gius di Capella, e sepoltura al S.r Conte Giuseppe Sapia Rossi da Capucini nella loro Chiesa.

1736-1737 in 1738

Angelo Giovo. V.° Gio. Bernardo Bernabò, C.e Fran.° M.a Cerruti.
1737 a (“?”) si colocorono le due statue di S. Zacheria, e di S.a Elisabeta state fate da Maragliano, nel oratorio di N.a Sig.a della Costa.
1737 a 28 Febraro. Li Consoli di S. Isidoro anno principiato a fabricare la Capella di d.° Santo nella Chiesa di S. Giuseppe, e in d.° anno alli 17 Marzo fu Benedetto d.° Altare.

1738-1739 in 1740

Filippo Giustiniano, V.° Federico Sanguinetti, C.e Gio. Batta Pesclo.

1740-1741 in 1742

Fra.° M.a Saoli q. Luiggi, V.° Vincenzo M.a Bucelli, C.e Fra.° M.a Cerruti.
1741. 7 Agosto: si è dato principio a fabricare la Capella di Nostra Sig.a del Borgo dal R.do Filippo Borea.
1741. Nel Governo del d.° Sauli [“Governatore di Sanremo come ancora si apprende dal Manoscritto Borea“] furono presi varij muli di Sfroxiatori Piemontesi che sfroxiavano il sale per il Piemonte [utilizzando questo antico percorso qui in cartografia digitalizzata], e catturate le persone, una notte donque vennero all’improvviso altri sfroxiatori compagni armati che di notte s’impossessarono delle strade, e sparavano colpi di pistolla cossì che vediendosi fuoco da tutte le bocche delle strade, tutti le persone stavano ritirate in casa né sapevano il mottivo di detti colpi, onde preguardate de strade altri sfroxiatori sforzarono le porte delle priggioni, li sbirri, e soldati Corsi di guardia al Palazzo furono intimoriti, e si portarono via li priggionieri, e li muli che erano nella stalla Borea, et il S.r Commis.° si lamentò che non fosse uscito alcuno del Paese ad impedire tale impertinenza.

1742-1743 in 1744

Batta Chiavari. V.° Pietro Ant.° Savona. C.e Nicolò M.a Maglio.
15 8bre. I Padri Gesuiti hanno principiato a fabricare le scuole nuove attigue alla Chiesa de denari del Padre Paolo Franc.° Negrone di d.a Società.
1742.il S.r Gio. Batta Chiavari Commissario fece alzare sul terrazzo del Palazzo publico delle Troniere e guardiole, et alla porta di d.° Palazzo far un recinto co roghelli e guardiole, il che poi fu demolito ad istanza del Magnifico Consiglio.
Il I Febbrajo fu segnato, e nei primi di Marzo pubblicato il celebre Trattato Provvisionale. 1° articolo fu che Carlo Emmanuele Re di Sardegna e la Regina Maria Teresa si alleavano per assicurare l’Italia dagli Spagnuoli. 2° Carlo Emanuele promise che ove fosse astretto ad altra lega, dovea avvisarne un mese prima M. Teresa. 3° assicurava in tal caso di non usar le sue armi contro la Regina ne direttamente, ne indirettamente contro lo Stato di Milano, sopra cui vi ha e conserva le sue pretensioni, in rapporto alle quali si riserva trattarne in appresso con la dovuta maturità.
1743.
Li 13 7bre fu conchiuso il celebre trattato di Worms in virtù del quale Carlo Emanuele Re di Sardegna I rinunzia a Maria Teresa e suoi discendenti tutti i suoi diritti sopra lo Stato milanese. 2° Si obbliga di riconoscere ed accettare l’ordine della successione stabilito nella Casa d’Austria per la prammatica Sanzione. 3° di difendere gli Stati Austriaci in Italia e crescere le sue truppe a 45 mila uomini. Maria Teresa in correspettivita cede al Re di Sard.: 1° il contado di Anghiera, 2° Vigevano con tutte le sue dipendenze, 3° tutto il territorio posto alla riva occidentale del Lago Maggiore, abbracciando Arona, e tutta la riva meridionale del Ticino che scorre fino alle porte di Pavia, 4° Piacenza col suo territorio di qua dal Po fino al fiume Nura, 5° tutti i suoi diritti sopra il Marchesato di Finale, 6° crescere sue truppe in Italia a 30 mila uomini. L’Inghilterra obbligavasi di pagare al Re Carlo, per contribuire al mantenimento di sue milizie, 200 mila lire Sterline annue per tutto il tempo di quella guerra: e mantenere nel meditertaneo una flotta per secondare le Operazioni militari sul continente e nuocere a’ nemici. V Muratori. Minutoli.

1744-1745 in 1746

Girolamo Spinola q. Fra.co M.a, V.° Giuseppe M.a Scribani. Cancelliere Giulio Cesare da Cella del d.° 1746 e venuto in Maggio Nuovo Vicario Giuseppe Fascie, e Cancelliere Gio. Batta Massone.
1745. 30 7bre. Comparisce da Levante una scuadra Ingrese di 7 navi di linea e 4 bonbarde comandata dal Ammiglio Rodnei, o pure dal Mateus ed il Conte San Sebastiano Piemontese, ed apena gettata l’ancora restano in calma. Il Publico spedisce li Sig.ri Conte Gio. Roverizio, Ant. Palmaro q. Bartolomeo, Gio. Ant.° Sardi q. Paulo Fran.co e Giuseppc Giofiredi q. Giacomo Maria a complimentare il Generare, ed offerire rinfresco. Sono ricevutti da un Officiale con poca grazia, ed intima la partenza sotto pena del arresto. Si ritirano, divorgano il successo, et ogniuno pensa a garantisi dal a href=”../IMPERIA/GRANA1.htm”>pericolo delle bombe imminenti: alle ore 21 cominciano le a href=”../IMPERIA/GRANA1.htm”>bombe anche incendiarie, la prima cade nelle case dell’Ill.m° Spinola vicine al Palazzo Borea, la seconda in casa del Sig.e Gio. Batta Stella, e continuano con danno però poco della Città. Il l’indimani sospendono di tirare bombe, e due navi approsimatesi più a terra cannonegiano la Citta sino a sera, a ore 21 il Bastione e Castello tirano qualche cannonata sopra le navi, nel tempo stesso con lance armate si impadroniscono delle Barche del Patron Gio Batta Margotto detto Catraro, e Patron Stef.° Dandreis detto Bisaro, e se le portano via [nell’interpretazione critica degli antichi Statuti di San Remo trascritti e interpretati da Nilo Calvini vedi qui i capitoli mirati a governare il mondo del lavoro]. Sono però obbligate dette Lancie a ritirarsi stante il vivo fuocho che faceva dal Muolo unito a Paesani un picheto di Soldati Spagnuoli rimasto del armata Spagniola. Li 2 8bre partì di buon matino detta Scuadra. In tal fatto, è rimasto morto un soldato Spagniolo, una donna, e detto Patron Stef.° Dandreis detto Bisarro [nell’interpretazione critica degli antichi Statuti di San Remo trascritti e interpretati da Nilo Calvini vedi qui i capitoli mirati a governare il mondo del lavoro].
1746. 24 7bre. Li Francesi hanno preso 13 Cannoni a San Remo e li hanno portati in XXmiglia ed hanno presa tutta la polvere per combattere contro de Savojardi.
27 d.°. E’ entrato in S. Remo il Re sardo con tutta la sua gente e la sua truppa, ed alloggiò in casa de Sig.ri Borea il Re Carlo Emanuele con suo figlio Vittorio.
1747. Sono partiti i Savoiardi a 18 Giugno, ed a 20 d.° sono arrivati i Spagnuoli, col loro Real Infante d. Filippo che alloggiò nella medesima casa Borea.
1745 2.3 Xbre.
Compra di otto Pezzi di Canone di ferro di nova liga dalla Fabrica di S. Gervas di Calibro di lb. 18 fiaminghe con suoi carri polvere, palle, cughiare, refollatori, scartocci et altro compra in ToIone dal Nobile Francesco Luasseur de Villeblanch Intendente Generale della Marina da Sig.ri Gioseppe Rambaldi, e Francesco Carlo deputati dalla M.a Comunità di S Remo compri per conto della med.a per il prezzo di Franchi 12.290:16:7.
1746. 22 7mbre. Canoni presi in S. Remo da Francesi parte trasportati nel Forte di XXmiglia, e parte in Antibo per ordine di M.r de Millebois, e Brigadier della Perouse Colonello del Regimento Bloiois.
Canoni 6 liga di S. Gervas, altri 6 canoni di Svezia Canone 1 di Bronzo. Polvere Barili 94, carrette 14, miccia c.a 4, Palle n° 2500 con tutti li ordigni necessarij, avendo fatto in pezzi le bandiere della Comunità.
d.° anno 17 9bre Canoni tre di bronzo portati via per ordine di S. M. il Re di Sardegna. Il primo Cantara 35 e voto 4 di calibro da lb. 27 palla, il secondo Cantara 34:91.24, il terzo la Zingara Cantara 24:12:12 e vi era dipinto S. Romolo, che in tutto pesavano Cantara 94:7 tutti coll’armi della Comunità.
I1 1° di Maggio di questo anno fu conchiuso il Trattato di Aranjuez ove per parte della Repubblica di Genova era Amb. Girolamo Grimaldi.
Per esso i Genovesi si obbligavano d’ajutare i Borboni di Spagna, Francia, e Napoli nella guerra contro l’Austria e l’Inghilterra, tenendo un’ Armata ausiliaria di 10 mila uomini ben fornita con 36 Cannoni. I Borboni in correspettivita guarentivano alla Repubblica il marchesato di Finale, ed altri piccoli Feudi, oltre 30 mila Scudi mensili durante quella guerra, e 10 mila per una sol volta.
1746 27 7mbre.
Priori del M.co Consiglio in luogo di Comm.rio.

1747

I Gallispani tentarono imprese nuove nella riviera di Ponente e nelle Alpi maritime, ed acquistarono nell’Autunno il Castello di Ventimiglia e qualche altra utile posizione [l’autore o meglio gli autori del Manoscritto succedutisi nei secoli parlando della città di Ventimiglia non registrano le lotte sostenute con successo delle sue Ville orientali onde separarsi per l’economico ed organizzarsi nella “Magnifica Comunità degli Otto Luoghi” = così che quasi mai citano espressamente le località interessate cioè Bordighera, . Borghetto S. Nicolò, Camporosso, Soldano, San Biagio, Sasso, Vallebona e finalmente Vallecrosia cosa che -pur essendo estranea ai suoi interessi cronachistici- pone il Manoscritto nella condizione di non trattare con tutte le implicanze storiche, di viaggi della Fede, di commerci, erboristeria e persino esoterismo la fondamentale Via del Nervia, diventata in tempi lontani strada d’accesso dal Piemonte e quindi dal Centro Europa sotto forma di diramazione della via Francigena o più propriamente una tra le varie vie Romee e strade dei pellegrinaggi nel “Luoghi Sacri”].

l746-1747 in 1748 a 17 Marzo

Marc’Antonio Carenzio del Finale. Giambatta Bottero di Limone, Vicario Giacomo Casatroja del Finale Canc.re Governo Regio.
1746. 22 7mbre partì per Genova il S.r Gerol.° Spinola Commissario.
27 detto, entrò in S. Remo S. Maestà il Re di Sardegna Carlo Emanuele, col suo primogenito Vittorio Amedeo Duca di Savoja, et alloggiarono nel Palazzo Borea.
1747. 1 9bre Canoni 4 Svezia condotti dalla Bordighera per conto et ordine di S. Maestà Carlo Emanuele, cioè 2 da lb. 12 e due da lb. 8 di palla peso fiamingho. Piu li 10 d.° Canoni due Liga di S. Gervas da lb. 18 palle Fiaminghe et altro di Svezia da 1b. 12 fiaminghe con sue carrette e palle 294 fiaminghe da lb. 18.
1748 4 8bre.
Fu imposta da S. M. Carlo Emanuele Re di Sardegna contribuzione sopra la Riviera di Ponente da Savona in qua passata in suo Dominio, qual Contributo era di L. 150 mila Piemonte, et a compimento di d.a Somma fu carricata Savona per 15mila, Finale per L. 24.183, Albenga per L. 48.789, e S. Remo per L. 62.028 avendo fatto sud.e Città Capi quartieri degli altri Luoghi, fra questi sotto il quartiere di S. Remo era il Porto Morizio.
(1748) Li 18 8bre 1748 fu segnato definitivamente il trattato di Aquisgrana dall’Inghilterra, Francia, Spagna, Austria, Piemonte, Genova ecc. In virtù di esso l’Infante Spagnuolo rinunziava ad ogni titolo sullo Stato di Milano, contentandosi dei tre Ducati di Parma, Piacenza, e Guastalla. L’Infante D. Carlo fu confermato nel Regno delle due Sicilie. Francesco di Lorena Sposo di Maria Teresa, e gran Duca di Toscana, fu riconoscinto Imperatore di Germania. Al Re di Sardegna si restituì da Francesi quello che era stato occupato durante la guerra, e Maria Teresa gli riconfermò il possesso delle tre porzioni smembrate dal Milanese, cioè del Vigevanasco, dell’Oltre Po Pavese, e del Contado di Anghiera, detto Alto Novarese. Il resto del ducato Milanese, e con esso il Mantovano fu lasciato all’Austria. Il Duca di Modena rientrò in possesso d’ogni città e villaggio che fosse stato occupato. Alla Repub. di Genova si restituirono dal Re di Sardegna franche e libere tutte le terre che le avea tolte, ed in ispecie Savona e Finale. Furono anche richiamate di Corsica le truppe Piemontesi che Carlo Emanuele vi avea spedite sotto il comando del Cav. di Cumiana. Così l’Italia entrando il 1749 si ripose in pace.

1748 17 Marzo in 1749 11 Feb.°

Vacanza di Comm.rio Giambatt.a Bottero , vicario Governatore Giacomo Casatroja Canc.re.
1748. 17 Marzo partì da S. Remo il Sig.r Corenzo doppo un rigoroso Sindicato. A 31 Xbre ritornò il Vicario Regio Savojardo et alli 8 Feb.° 1749 alla sera partì e li 11 Feb.° detto anno 1749 gionse da Genova il S.r Gio. B.a Raggio Commissario Generale per la Ser.ma Rep.ca e passò S. Remo dal dominio Sardo di nuovo al Genovese.

P.S.

Sul Manoscritto Borea si veda a questo link

da Cultura-Barocca

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